BUONA PASQUA | 2013

Icona di Christina Prokorova

Icona di Christina Prokorova

A chi non piacerebbe avere un salvacondotto, un lasciapassare, dalla tristezza alla gioia, dalla sofferenza alla felicità, dalla morte alla Vita…?

Chi non desidererebbe in certi momenti della propria esistenza, quelli più neri, quelli senza speranza, quelli in cui le forze ti abbandonano, avere qualcuno che ti prende per mano, anzi ti afferra, ti solleva di peso, ti trascina “fuori”… fuori da quelle sabbie mobili che sono il nostro vissuto, i nostri limiti, le nostre infermità. Sabbie mobili nelle quali, com’è per loro natura, più ti agiti, più cerci una via d’uscita… più affondi!

Anche questo possiamo vedere in quest’icona qui riprodotta. Certo rappresenta la discesa di Cristo agli Inferi, che viene a salvare chi prima della sua venuta era rimasto “schiavo” della morte, perché questa ancora non era stata sconfitta. I Giusti che attendevano di poter accedere alla Casa del Padre. E i primi ad essere afferrati sono proprio Adamo ed Eva, il primo Uomo e la prima Donna che per primi hanno gustato l’amaro sapore della disobbedienza e della morte.

Ma che si sia credenti o non-credenti, che si creda nella storia di Adamo o nella possibilità della Vita Eterna, la possibilità di essere tratti fuori dalle nostre piccole e grandi morti quotidiane, è qui. È per tutti! E’ la Pasqua. E’ il Cristo.

Pasqua significa “passaggio”, passaggio dalla morte alla Resurrezione di Cristo e di chi crede in Lui. Passaggio è anche per gli Ebrei, che fanno memoria del passaggio dalla schiavitù alla libertà, dell’uscita dall’Egitto verso la Terra Promessa, guidati da quel Mosè che è figura di Cristo, quel Mosè inviato loro da Dio che aveva ascoltato il grido del Suo Popolo.
Ma è anche simbolo della concreta possibilità data ad ogni Uomo, di avere qui e ora il suo “pezzetto di vita eterna”, la possibilità di non essere schiacciati dalla sofferenza sino e rimanere esanimi, di non provare quel terrore, quella paura per l’avversità che ti attanaglia il cuore sino a che non può più battere, che ti pesa sul torace al punto che non ha più possibilità di un solo respiro.
Non come un talismano o come se fosse un “parafulmine”, ma “entrando” nella morte per uscirne vittoriosi.

Perciò auguro a tutti di incontrare il proprio Mosè, auguro a tutti BUONA PASQUA… buon “passaggio”.

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