Finalmente un’idea nuova | Lo era già nel ’94…

Reverse Innovation ha ideato un nuovo packaging per la linea di gel lubrificanti intimi della Ansell Limited,  aggiudicandosi tre importanti premi: Good Design Award 2012 del Chicago Athenaeum Museum, Brand Identity Gran Prix 2012 di TVN Media Group e Mediastars.

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Foto di Francesco Zanet

I colori sono accattivanti, il design anche e soprattutto quest’ultimo, si fa notare per il grande anello superiore, che, oltre a consentire un solido aggancio o l’inserimento delle dita di una mano per una solida presa, ripara l’erogatore, da pressioni accidentali.
Ma la novità sta soprattutto in una particolarità dell’erogatore stesso.
Il beccuccio dell’erogatore infatti, è snodato e ripiegabile.

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Foto di Francesco Zanet

Questa soluzione, oltre a degli evidenti benefici estetici, ne ha anche di pratici. Solitamente l’impedimento all’erogazione accidentale, soprattutto durante il trasporto di questo tipo di dispenser, è affidata ad un “mezzo giro” del beccuccio che lo sposta dalla guida interna che ne consente la completa discesa e che a sua volta aziona la pompa interna che produce l’erogazione del liquido. Nulla impedisce però che un urto accidentale riporti il beccuccio in posizione di erogazione. si adottano poi altri sistemi, come coperchi trasparenti e non o, per estrema sicurezza, un mezzo giro a vite, che però porta alla perdita di una dose erogata ogni volta che si voglia chiudere l’erogatore.
Quindi un’ottima idea!!

Ma perché nel titolo scrivo: lo era già nel ’94 ?

Nel lontano 1994, il sottoscritto partecipava al Concorso indetto da Cosmoprof in occasione dell’omonima Fiera Internazionale con un progetto che al termine del concorso, otteneva una menzione d’onore da parte della Giuria e veniva esposto, assieme ad altri progetti, inclusi ovviamente i primi tre classificati, durante la manifestazione stessa.

Ora, il concetto innovativo del progetto presentato allora, era (apparentemente) proprio lo stesso…

Di seguito pubblico le immagini originali di quel progetto. Vi prego di avere un occhio benigno nel giudicare le immagini in quanto a grafica… in quegli anni niente computer grafica o 3D. Tutto a mano su cartoncino colorato 🙂

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DSE-02 [1024x768]

DSE - tec [1024x768]

Ho aggiunto un esploso del disegno tecnico a dimostrazione del fatto che non si trattava semplicemente di un disegno che illustrava un’idea del tipo “dovrebbe fare così o cosà” senza poi sapere come

A questo punto può essere interessante anche il racconto della “case history nella case history”, quello che riguarda cioè gli sviluppi della presentazione dell’idea al Cosmoprof ’94 e del suo “piccolo” successo, a seguito del quale, maggiormente convinto che l’idea fosse buona, iniziai a cercare di contattare alcune Azienda del settore per vedere se poteva essere uno sviluppo concreto.

Il primo contatto con una grossa realtà italiana del settore della “cosmesi da banco”, avvenne con un “rampollo della seconda generazione” dei titolari. Uno di quei giovani che già sanno tutto e nulla di nuovo può venire da “fuori”. Bla bla bla, noi siamo qui, siamo là, non entrò neppure tropo nel dettaglio dell’idea e io mi domandai dove poi avesse trovato il tempo la voglia di ricevermi…

Il secondo fu con una grossa multinazionale e con il loro Responsabile dell’Ufficio Tecnico (correttamente, visto che si trattava di valutare la fattibilità dell’idea). Devo dire che l’incontro andò molto bene. L’ingegnere (era un ingegnere il Responsabile dell’U.T.) comprese subito la validità dell’idea e disse anche che tecnicamente era stata risolta in modo “semplice ma geniale” (bontà sua). In parole povere l’idea fu presa in seria considerazione e passata all’analisi dell’Ufficio Marketing.

L’attesa durò un paio di settimane, ma purtroppo il responso fu negativo! Motivazione? L’idea era senz’altro valida e tecnicamente realizzabile. I maggiori costi rispetto un normale dispenser, accettabili, ma il problema era la riconoscibilità del prodotto e del valore aggiunto sugli scaffali della grande distribuzione, a giustificare i maggior prezzo di vendita rispetto i prodotti concorrenti.
Questi due fattori potevano essere risolti solo con una massiccia campagna pubblicitaria (meglio se televisiva) e in quel momento l’Azienda non aveva previsto un budget in tal senso, anche perché aveva (allora) appena lanciato sul mercato un nuovo dispenser, che di realmente nuovo aveva ben poco, se non la dimensione ingrandita del classico beccuccio.

Insomma, idea buona nel momento sbagliato…

Certo c’erano altre Aziende, ma i casi della vita e altre urgenze, hanno fatto sì che l’idea e poi rimasta nel cassetto, ma a quanto pare era buona allora come rimane buona oggi che finalmente diventa un prodotto.


N.B. Quanto sin qui scritto non vuole assolutamente configurare alcun tipo di contestazione o rivendicazione del tipo “l’idea era mia, me l’anno copiata” o simili sciocchezze. L’idea è (apparentemente) molto simile nel suo concetto di base, e in tanti si poteva averla… Un plauso quindi a chi l’ha pensata e portata a compimento.

Semmai, dato che ho letto si parla anche di un brevetto, su questo si potrebbero aprire delle dinamiche da approfondire, in quanto uno dei fondamenti per la brevettabilità, è il concetto di novità. Non quello comunemente inteso di “ah questa sì è una novità…”, ma di “non cosnosciuto”.
In termini concreti e parlando del mio, se avessi voluto brevettare la mia idea dopo averla presentata al Cosmoprof, non avrei potuto.

In questo caso il problema potrebbe nascere nel quanto le due idee sono similari… ma è un problema che lascio agli esperti.

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